Non ho Sonno (Prod. Italia - Anno 2000)
Durata: 117’
Cast Tecnico:
Regia:
Dario Argento
Soggetto:
Franco Ferrini
Dario Argento
Sceneggiatura:
Dario Argento
Franco Ferrini
Carlo Lucarelli
Prodotto da:
Claudio Argento
Dario Argento
Direttore della fotografia:
Ronnie Taylor
Montaggio:
Anna Rosa Napoli
Musica:
Goblin
Effetti Speciali animatronici e digitali
Sergio Stivaletti
Trucco:
Alfredo Marazzi
Graziella Tosti
Cast Artistico:
Max von Sydow
Stefano Dionisi
Chiara Caselli
Roberto Zibetti
Gabriele Lavia
Paolo Maria Scalondro
Rossella Falk
Roberto Accornero
Barbara Lerici
Guido Morbello
Massimo Sarchielli
Diego Casale
Alessandra Comerio
L'anziano commissario Ulisse Moretti, ora in pensione, si trova coinvolto in una nuova indagine su di una serie di morti che riprendono il modus operandi di alcuni omicidi su cui aveva indagato diciassette anni prima. L’uomo allora ritenuto colpevole era stato ritrovato morto, giustiziato con un colpo di pistola, ed il caso fu chiuso. Ma ora qualcuno pare aver ripreso ad uccidere con le stesse modalità di allora, così insieme a Giacomo, la cui madre fu una delle prime vittime dell’assassino, il commissario Moretti passa le sue notti insonni seguendo il filo dei ricordi che affiorano lentamente, cercando di risolvere il mistero e svelare l’identità del folle omicida.
Interamente girato a Torino, Nonhosonno è il ritorno di Argento alle atmosfere dei thriller che l’hanno reso celebre. Sceneggiato dallo stesso Argento con Franco Ferrini e il giallista Carlo Lucarelli segna anche il ritorno dei Goblin, riformatisi per l’occasione, alla colonna sonora. La filastrocca a cui si ispira l’assassino è stata scritta da Asia Argento.
Curiosità dal set…
· Un contributo importante: “Quando ho letto il copione di Nonhosonno ho pensato che forse non avrei dovuto realizzare nulla di particolarmente impegnativo o inusuale, pensavo che il mio contributo si sarebbe limitato a qualche protesi e a qualche taglio ma poi, parlando con Dario, ho capito che lui avrebbe voluto un effetto inusuale non visto in altri film e quindi iniziai a pensare all’esplosione di una testa e a tutti i problemi che la realizzazione di questo effetto avrebbe potuto comportare. Girammo dal vero la scena con l’attore e poi io, sullo stesso set, usai il calco della testa dell’attore senza curarmi troppo delle somiglianze perché sapevo che poi sarebbe servita soltanto come “contributo splatter”. Fino all’ultimo istante si usava quindi l’attore vero e poi, con un morphing velocissimo, si passava alla testa finta che esplodeva. Io però immaginai quest’esplosione con molto sangue e poco cervello ma quando poi la riguardai assieme a Dario lui mi disse che voleva più sangue e meno cervello e quindi quello che sembrava un semplice lavoro di dissolvenza fra due inquadrature si trasformò in una sorta di separazione di tutti gli elementi che alla fine creano un effetto molto più complesso di quello che potrebbe sembrare, con molti strati di immagine. Tra l’altro c’è anche l’arrivo del proiettile quasi a livello subliminale, con il vetro che si spacca ma per come l’avevo concepita io la scena comprendeva anche l’occhio che si spiaccicava sul vetro della macchina da presa. All’inizio a Dario la scena piacque ma poi la ritenne forse un po’ troppo eccessiva e fu quindi scartata.“ (Sergio Stivaletti).
- La realizzazione della testa che esplode (sequenze finali del film): “Prima di tutto ho preso il calco della testa dell’attore, poi ho realizzato, con il lattice, una testa finta con, al suo interno, tutto il materiale che assomigliasse al vero cervello o al sangue, aggiungendo ulteriori elementi con il 3D. Il secondo passo è stato quello di collocare la testa finta nella stessa posizione della testa dell’attore. A questo punto ho utilizzato il digitale per far combaciare le due teste. Miscelando questi elementi ho raggiunto lo scopo che volevo: senza nessuno stacco e con una continuità di ripresa ho fatto esplodere la testa. In pratica l’attore è rimasto in scena un fotogramma prima che esplodesse la testa” (Sergio Stivaletti).
- Come animare una testa inanimata (sequenza dell’omicidio della ballerina): “in Nonhosonno, Dario Argento mi chiese di animare la testa mozzata della ballerina. In origine non era previsto che la testa fosse animata per cui all’inizio realizzai una testa normale (non meccanica). Quando però Dario la vide disse che preferiva avere una testa animata e quindi io fui costretto a ricorrere al computer per creare con il digitale alcuni movimenti su quella testa.” (Sergio Stivaletti).
- La testa con il clarinetto in bocca “Fu fatta una testa animatronica che doveva reggere per molto tempo l’inquadratura. La testa poteva muovere gli occhi, le palpebre, la bocca e veniva mossa sul set mentre qualcuno ci infilava violentemente il clarinetto. “ (Sergio Stivaletti).