Sergio Stivaletti Friend's
"RICCARDO SERVENTI LONGHI "
a cura di Alex Cunsolo
SPECIALE SERGIO STIVALETTI FRIEND'S
Cari amici oggi facciamo
Quattro chiacchiere con il bravissimo e simpaticissimo Riccardo Serventi Longhi
Attore
Caro Riccardo, leggendo il tuo curriculum artistico e professionale, emerge una tua grande capacità nel saper affrontare diverse esperienze professionali che vanno dal Teatro al Cinema alla Televisione e vedo persino in Radio.
Ma come Attore, tra il palcoscenico, la televisione, il set cinematografico e la Radio,in quale di questi mondi ti trovi più a tuo agio?Bella domanda…bè vediamo..cosa preferisco…Vediamo…La bellezza delle storie raccontate per immagini nel sogno del cinema? Quell’atmosfera che cala sul set all’urlo: Silenzio!....Motore! Partito! Il rumore tipico del ciack, che chi ama e vive il cinema riconoscerebbe tra mille. L’ordine del regista “E….azione!” Quello “Stop!!Buona!!” al termine di una scena dove tu non sai mai se quell’aggettivo il regista lo usa perché gli è piaciuto veramente ciò che ha visto o perché è il meno peggio che si poteva fare, ma non c’è più tempo, e tu rimani nel dubbio. E questo rimarrà un mistero fino al giorno della prima, dove sei talmente emozionato che non capisci nemmeno se è veramente tuo quel faccione sullo schermo,o di qualcuno che in fondo ti somiglia parecchio…
O…l’immediatezza della comunicazione televisiva? Quella che ti fa entrare in casa della gente in un attimo, e che il giorno dopo ti riconosce per strada…La notorietà che può regalarti di conseguenza, e i successivi impegni che speri ne possano derivare… La gratificazione che trovi in tutto questo, l’ approvazione della tua immagine, gli ottimi guadagni (fasi, queste ultime due, sempre falsamente omesse da molti colleghi che parlano solo di “magnifica esperienza artistica”).
O l’emozione che si prova in quella manciata di secondi che precedono l’entrata in scena, sul palco, dietro le quinte….Mamma mia!! E’ qualcosa di indescrivibile…l’adrenalina..il battito cardiaco che fino a dieci minuti prima era normalissimo, ora ti toglie il fiato. Il cuore sembra far muovere il costume di scena da quanto palpita! Oddio, si vedrà ?!?! E la saliva che non c’è più proprio quando devi dire la prima battuta, la lingua che non si muove…E poi… la magia! Piano piano tutto si scioglie e diventa morbido e avvolgente…il pubblico che comunica la sua presenza, la sua partecipazione…Eppure…non sei solo tu a parlare?! L’energia che arriva violenta e esigente dal lato aperto del palcoscenico. Quella quarta parete che c’è? O non c’è ? Ed ogni sera dire una parola in modo..non so se diverso, ma…più vero, ecco si, forse è il termine appropriato. E lo senti che è più vero di ieri, e vorresti ripeterlo, da quanto ci credi, ma non si può…proprio perché nella sua finzione, è tutto “vero” e bisogna andare avanti. Non si può “rifare” in teatro…in teatro è per forza “buona la prima” non si ripete. In teatro si fa e basta. Per stasera è andata! Domani?
Mesi di lavoro, dietro un ora e mezza di risultato.
E poi c’è la radio…solo con la voce trasmettere emozioni.
Solo con le parole, comunicare storie, stati d’animo, idee…
Solo con la voce, senza occhi azzurri, o verdi, senza tette o muscoli capelli o mode di nessun genere.
Se hai qualcosa da dire si sente, sennò..si sente quello che (non) c’è.Come fare a dirti cosa preferisco… ho preferito in ognuno di questi “campi” un’esperienza in particolare magari, questo si, ma non saprei fare una scelta esatta fra i vari “mondi” della stessa galassia…
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Quando si parla di make up, di effetti speciali e di animatronica concorderai con me che si parla di un Maestro degli effetti speciali il cui nome è Sergio Stivaletti.
Ma come sai bene Sergio è anche Regista e tu hai avuto l’opportunità di lavorare tra l’altro in ruoli da protagonista in entrambi i suoi film: “M.D.C. e i Tre Volti Del Terrore”
Parlaci un po’ di come è stato lavorare con Sergio dai tempi di Maschera di cera fino ad arrivare ai Tre Volti del TerroreSergio Stivaletti?
Innanzitutto, scusa se mi alzo in piedi…. mi aggiusto un po’…. ma è doveroso per me anche un inchino di fronte a cotanto nome!
Prima di tutto considero Sergio un amico. Prima ancora del genio che è.
Ci tengo a dare ad alcune persone ruoli affettivi oltre che professionali.
Ho conosciuto Sergio ancora prima di M.D.C. sul set di FANTAGHIRO’ 4 , diretto da Lamberto Bava, dove Sergio curava tutti gli effetti e i trucchi. Interpretavo un ruolo meraviglioso, quello di FIODOR. Costui non era altro che il Principe Romualdo(Kim Rossi Stuart) che il dio del male Darken (Horst Bucholz ) aveva trasformato in un essere deforme. Un freak. Un essere gobbo, mostruoso, dal volto inguardabile….un gran bel fico insomma. Il signor Stivaletti fu il creatore della maschera che mi trasformava in Fiodor. Ore interessantissime quelle passate insieme nel suo laboratorio dove feci il primo calco del mio volto per la creazione della vera e propria maschera di Fiodor. Io sono curioso di natura e ricordo che gli feci una valanga di domande su tutti quegli strani oggetti che vedevo intorno a me (altri volti, animali meccanici che si muovevano, pietre che parlavano),” Come funziona questo? A cosa serve quest’altro? Etc..”, domande alle quali lui rispondeva con pazienza fino a quando mi disse, ricoprendomi il volto di garza:” Adesso devi stare zitto una mezzora perché ti ricoprirò l’intera faccia, testa inclusa, di gesso,forse proverai un senso di soffocamento. Pazienza ” . Tacqui. Poi 3 ore di trucco ogni giorno per 3 mesi e mezzo. Ne abbiamo avuto di tempo per conoscerci ed entrare in sintonia…
In seguito mi chiamò per M.D.C. Anche qui altro calco del viso! Mi affidò il ruolo di Andrea Conversi, giornalista del messaggero, che a e forza di impicciarsi…ma vedetevi il film! Che onore lavorare con un attore del calibro di Robert Hossein! In M.D.C. Sergio prese come si dice “la patata bollente” il film come si sa, lo doveva girare Lucio Fulci. Purtroppo venne a mancare proprio pochissimo tempo prima di iniziare le riprese. Aveva una responsabilità notevole… il fiato sul collo, pressioni… Il tutto in una situazione da OPERA PRIMA, dove hai tutti gli occhi addosso e, se fai male sono c… tuoi, se fai bene, c’ha visto lungo chi ha puntato su di te no? Eppure il prodotto finito fu notevole. Regia ed effetti speciali.
Poi è arrivato :”I TRE VOLTI DEL TERRORE”. Qui Sergio si è potuto veramente sbizzarrire! Ah! Il potere del produttore! E chi ha partecipato si è veramente divertito a lavorare in un vero gioco di squadra!
Con l’unico grande Diabolik della storia del cinema come collega! John Philip Law.
Ora è il turno del lupo cattivo! Venghino siori e siore!
Ed era vero!! Nel primo episodio del film “L’anello della Luna” mi trasformo, anzi mi trasforma (Stivaletti) in un licantropo!!! (Il maestro deve avere una collezione di miei faccioni in gesso) Gran dolore nella trasformazione! E non scherzo… Ho profanato tombe (finte) , mi sono arrampicato su e giù per una corda per non so quante ore fino allo scorticamento delle vesciche sulle mani. Ho corso per una settimana, scalzo mezzo nudo e indemoniato, su tutti i tipi di percorso: asfalto, erba, selciato, sassi, grano.. mi sono tu rotolato per ore fra siepi e rovi per poi buttarmi in una piscina gelida …il tutto sempre rigorosamente fra le 21:00 e le 4 del mattino!!
Ho urlato alla luna(o a chissà chi?) per notti intere. I miei piedi e le mie mani, ultimato il film i primi di Agosto, in Ottobre ancora ne risentivano!
Che tocca fa per lavorà col mago degli effetti speciali! E per fortuna che mi stima!!! Pensa se gli stavo antipatico!
Parlando ancora di MDC e dei TRE VOLTI, in che film ti sei più divertito e in quale dei due film di Sergio ti sei visto meglio
Mah! Più che vedermi meglio, ho amato essere lupo. Er Lupo! Come mi chiamavano sul set. Perchè non ero più Riccardo o Marco, il personaggio dell’episodio. Chi si può permettere di essere apprezzato per la propria animalità? Questo è uno dei pregi del recitare…o non recitavo AUUUUUUU!!!!!
Vedo che dirigi il laboratorio teatrale la Compagnia dei Colori
Parlaci un po di questa tua esperienzaLa Compagnia dei Colori è… La Compagnia dei Colori. Un gruppo aperto di anime in corso.
Alcuni anni fa ho iniziato un nuovo e affascinante viaggio, quello del laboratorio teatrale. Un viaggio alla scoperta di ciò che impari nell’insegnare. Insegnare… insomma…è una parola un po’ forte. Diciamo, trasmettere ciò che conosci, stimolando, in chi lo desidera, l’inizio di un cammino. Perché solo di questo posso parlare, più che di “insegnamento”. Non credo che l’arte si possa insegnare… Forse si possono imparare alcune tecniche di affinamento, ma….
Qualcuno ha forse insegnato a Wolfgang Amadeus a diventare Mozart? Chi ha detto a Leonardo come e dove intingere il pennello per dare quel fascino misterioso e cangiante alla sua Monna Lisa… qualcuno ha la formula dello sguardo di Marcello Mastroianni?
Ma forse si può aiutare a tirare fuori quello che c’è già dentro. Da “in-potenza a in-atto” Questo si… Ed è molto! Ma poi… lavoro, impegno, passione e caparbietà! Questo soltanto ti porta avanti.
Gestire, dirigere un laboratorio ti insegna ad ascoltare le idee di tutti. E a scoprire che tutto serve e tutto ha una ragione, anche se lì per lì non ti sembra.
In questi anni ho incontrato la regia teatrale, (nel dirigere gli altri ho scoperto come e dove dirigermi) e tutte ciò che serve per metter in scena uno spettacolo. Non solo nella fase artistico-creativa (testo, recitazione, movimenti,scene, costumi,) e tecnica(luci-fonica-audio) ma anche in quella organizzativa. La “commercializzazione” del prodotto. Perché se fai uno spettacolo meraviglioso ma nessuno paga per vederlo… prova a mangiare applausi e a pagare le spese con i “Bravo! Bellissimo!”
E così, in anni di lavoro si è formata (è una conseguenza) una Associazione Culturale, attraverso la quale oltre ai laboratori svolti, ho messo in scena alcuni spettacoli da me scritti (e non) e diretti.
Lo scorso anno, con Twixt, di Clive Exton ho coronato il tutto affrontando anche il passo della Produzione. Ora sto per….vabbè un po’ di sana scaramanzia! Sshhh!
Per concludere, che suggerimento dai a tutti quei giovanissimi che si affacciano in questo momento alla carriera di attore….
Ti do due risposte, scegli quella che vuoi.
La prima, potrebbe essere questa: “Ragazzi, bisogna studiare, credere in quello che fai, mettercela tutta “ etc etc…
Ma forse varrebbe per qualunque mestiere. Non solo per fare l’attore o l’attrice.
Un’ altra potrebbe essere: “Pensate bene se il vostro sogno è fare l’attore o, piuttosto,diventare famosi.”
Perché allora non so se è la strada giusta.. sapete quante migliaia di attori ci sono in Italia? E quanti nomi vi vengono in mente 20…30?
Far parte del “Patinato mondo dello Showbusiness” è sempre stato ambizione e desiderio di molti, ma ormai, da una ventina di anni tutti, tutti vogliamo fare gli attori!!
Ma veramente si vuole fare gli attori? O piuttosto si cercano affermazioni del “sé” che la vita non offre più? Da circa un decennio troppi vogliono solo diventare famosi! Fare soldi facili! E Tutto si è confuso! Tutto è un calderone… E chi porta avanti il settore l’ha capito e ha trovato la maniera di creare per se stesso un enorme guadagno a costo bassissimo, sui sogni di chi non sa fare nulla, o quasi, ma vuole lo stesso essere riconosciuto a tutti i costi apparendo in TV (vedi i vari reality di ogni genere). E produce, invece che film con attori veri, trasmissioni televisive che invogliano sempre di più a tentare la botta di.. fortuna per far denaro in pochissimo tempo e con impegno ZERO e diventare finalmente “famoso”. Ma famoso per cosa?!?! Per come porti un cappello o per i rutti che fai? O le volgarità e gli errori grammaticali che dici o perché sei in grado di fare sesso col primo o la prima arrivata? E comunque, anche qui, per centinaia di persone che partecipano, quante veramente poi diventano quello che speravano? (Ma poi, vorrei saper cosa speravano) E di quanti non se ne sa più nulla?
Non mi va di fare il buono a tutti i costi.
Chi vuole fare l’attore, deve veramente voler fare l’attore. Non apparire, affermare(o cercare) la propria immagine e basta. Questa è roba da psicanalisi, non da attore. È ovvio che non può mancare in un attore il desiderio di essere al centro dell’attenzione, e la voglia di esibirsi certo, non dico questo… l’avete mai visto un attore nascosto dietro le quinte che recita al buio?!
Un attore deve desiderare di essere altro da sé. Divertirsi nel diventarlo, non rimanere attaccato al suo modo di essere. Deve avere l’esigenza di raccontare , perché questo fa l’attore quando recita, racconta in prima persona. Deve avere la fame di vivere la vita talmente tanto da voler abitare anche in quella di altri (personaggi) ed avere la dote, la voglia e l’abilità di sapersi far ascoltare. Non solo “guardare”. Perché ci sono momenti in una carriera, in cui magari non vieni “guardato”. E se basavi tutto su quello? Spero di essermi spiegato.
Non voglio scoraggiare, ma dare una scrollata si! Se lo sentite, seguite il vostro istinto. Ma non prendetevi in giro, perché c’è da farsi veramente un…lavoro così per poter fare gli attori!
Studiate, ma attenti a tutti i milioni di corsi di recitazione che ci sono. Sappiate scegliere. Soprattutto, buttatevi a” corpo vivo” sul palcoscenico. Perché come al solito, la teoria serve a ben poco. Appena potete, recitate davanti ad un pubblico! Piccole cose magari, ma fatelo il prima possibile! E poi se il Grande Fratello vi chiama… spero che trovi occupato!
Rimbocchiamoci le maniche e forza! Al lavoro! Perché in fondo è un gioco meraviglioso….
Allora Riccardo è stato davvero un piacere incontrarti e concludendo cosa dici a me a Sergio e ai nostri lettori?
A Sergio, nel salutare il maestro con inchino finale, dico che mi auguro si avveri il detto “Non c’è due senza tre”
A te un grazie per questa intervista a cuore aperto e una stretta forte forte.
Ai lettori dico che mi sdraierei a terra per ringraziarvi tutti, ma non si vedrebbe, per cui vi dò un immenso abbraccio e spero di incontrarvi uno per uno e offrirvi un caffè o… un bicchiere di vino, che preferite?
E a tutti… me compreso auguro un illimitato IN BOCCA AL LUPO!!!!! (non temete, ho già mangiato…).CIAO!!Grazie Riccardo è stato davvero un piacere conoscerti ed intervistarti
Alex
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